Litoranea di Pontecagnano Salerno (Italy)
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Vesuvio, Vietri sul Mare, Maiori, Minori, Furore, Praiano, Caserta, Padula
Marina Piccola
Fino alla fine del secolo scorso comprendeva un piccolo gruppo di case di
pescatori di corallo sovrastanti due piccole spiaggette di ghiaia nei pressi di
un antico approdo di origine romana; si è poi sviluppata notevolmente a partire
dagli anni '30 per l'attrazione che la sua fortunata posizione ha esercitato sul
turismo balneare.
Lo Scoglio delle Sirene
Dedicato dalla voce popolare alle mitiche incantatrici, in reatà esso costituiva
il molo di uno degli approdi romani dell'isola; lo testimoniano i resti di
murature e conglomerato ancora visibili nonostante le profonde trasformazioni
subite dal luogo per effetto delle strutture turistiche realizzate negli ultimi
anni.
La Canzone del Mare
Originariamente fortino inglese per la protezione dell'accesso a Marina Piccola,
fu trasformata in residenza estiva dal medico von Behring e successivamente
abitata dal marchese Adolfo Patrizi. Negli anni '30 fu scelta come residenza da
Grace Fields, celebre cantante inglese che, dopo la guerra, la trasformò
nell'altrettanto famosa "Canzone del Mare, stabilimento balneare e ritrovo di
grande notorietà internazionale negli anni '50 e '60.
Torre Saracena
Restaurata in epoca recente, faceva parte del sistema di torri di avvistamento
realizzato nell'isola alla fine del medioevo ed era destinata, probabilmente,
alla difesa dei cantieri installati nella vicina Grotta dell'Arsenale. Domina un
piccolo approdo, oggi sistemato a stabilimento balneare e ristorante.
Grotta delle Felci
Posta ad oltre 150 metri sul livello del mare nel fianco sud-orientale del Monte
Solaro, costituisce un piccolo riparo poco visibile protetto da una falda
rocciosa staccatasi dalla montagna, a sinistra della ben più grande grotta
dell'Arco. Fu certamente stazione abitata in età neolitica e del bronzo, come
testimoniato dai focolari e dai resti di ceramica dipinta, dalle macine e dai
resti umani ritrovati nel tempo dai ricercatori.
Lo studioso caprese Ignazio Cerio curò e sistemò una notevolissima collezione di
manufatti da lui rinvenuti tra il 1882 ed i primi del '900, attualmente
conservati, insieme a reperti trovati successivamente, presso il "Centro
Caprense I. Cerio, nell'omonimo palazzo.