Hotel Olimpico

Litoranea di Pontecagnano Salerno (Italy)

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Cappella del tesoro di S. Gennaro

La cappella si può ritenere una chiesa nella chiesa, difatti pur essendo una cappella del Duomo, le è riservato un posto speciale nel culto religioso che i napoletani riservano a San Gennaro.
Fu costruita nel 1608, su progetto di Francesco Grimaldi, per adempiere ad un voto fatto dal popolo napoletano di essere scampati alla peste del 1526.
Per realizzarla furono demoliti l'Oratorio di Santa Maria della Stella e la chiesetta di Sant'Andrea ed inoltre fu acquistato un terreno adiacente alla cattedrale.
Dopo aver superato il
cancello di ingresso, la cappella si mostra al suo interno come un manifesto del Seicento napoletano con i suoi meravigliosi marmi.
Lo splendore delle statue di bronzo e di argento raggiunge l'apice con l'altare del Solimena del 1706 in porfido con cornici di argento e rame indorato. I puttini d'argento laterali furono realizzati dal de Turris mentre la balaustra del 1618 è di Giuliano Vannelli su disegno del Grimaldi.
L'opera di maggiore pregio è il grande paliotto d'argento disegnato da Dionisio Lazzari nel 1683 ed eseguito da Gian Domenico Vinaccia nel 1692, orafo napoletano. Il paliotto rappresenta la Traslazione delle Reliquie di San Gennaro da Montevergine a Napoli il 13 gennaio 1497 da parte dell'arcivescovo Alessandro Carafa che è rappresentato a cavallo che porta la cassetta con le ossa del Santo il quale vola in alto benedicendo la città rappresentata dalla sirena Partenope e dal fiume Sebeto. In basso, invece, le figure allegoriche della Peste, la Fame e la Guerra fuggono spaventate mentre l'Eresia viene schiacciata dagli zoccoli del cavallo del cardinale.
Dietro l'altare domina la grande statua in bronzo di San Gennaro eseguita dal Finelli, allievo del Naccherino e di Bernini. Questa statua sostituì, nel 1645, quella che oggi si trova sulla guglia di San Gennaro in piazza Sisto Riario Sforza.
Ai lati ci sono due normi candelabri d'argento disegnati da Bartolomeo Granucci ed eseguiti da Filippo del Giudice nel 1744.
Nella cappella si conserva l'Imbusto, una statua in argento dorato del Santo che contiene il teschio di San Gennaro visibile da uno sportellino in alto. Il busto, ricoperto dal manto episcopale e con una preziosissima mitra tempestata di pietre preziose, è conservato dietro l'altare maggiore con la teca barocca che contiene le Ampolle con il sangue del Santo.
Gli affreschi della volta sono del Lanfranco che lavorò con la collaborazione di Ribera e Massimo Stanzione, il pavimento fu realizzato su disegno del
Fanzago.
Bellissime sono anche le cinquantuno statue in argento dei compatroni di Napoli che rappresentano uno splendido esempio della scultura napoletana e della lavorazione dell'argento del periodo tra il '600 e l'800.
La cappella conserva il grandioso
Tesoro di San Gennaro.