Litoranea di Pontecagnano Salerno (Italy)
Tel: +39 089 203004 Fax: +39 089 203458
Positano, Sorrento, Napoli, Pompei, Paestum, Capri, Ischia, Salerno, Ravello, Ercolano,
Vesuvio, Vietri sul Mare, Maiori, Minori, Furore, Praiano, Caserta, Padula
Chiesa del Gesu' Nuovo
La chiesa del Gesù Nuovo, una delle più significative
espressioni del barocco napoletano, fu costruita, su progetto
dell'architetto
Giuseppe Valeriano, tra il 1584 e il 1601, sull'area del rinascimentale
Palazzo Sanseverino, di cui conserva l'originale
facciata in bugnato a punta di diamante.
L'interno, a croce greca, si presenta molto fastoso, ricoperto pressocchè
integralmente di marmi policromi e decorato da affreschi, sculture, pale
d'altare e ricchi arredi.
La decorazione ad affresco delle volte fu eseguita per la maggior parte dal
pittore greco
Belisario Corenzio, tra i maggiori artisti che
lavorarono durante il '600 nella chiesa.
A
Lanfranco fu affidato (1638) il compito di affrescare
l'originaria cupola, ricordata dalle antiche guide come la più grande e
splendida della città, che purtroppo crollò nel 1688 e di cui oggi rimangono
solo i quattro Evangelisti dei pennacchi.
Sulla controfacciata, si ammira il grande affresco con la Cacciata di
Eliodoro dal tempio, capolavoro della maturità di
Francesco Solimena, firmata e datata 1725.
Le prime cappelle della navata furono invece decorate tra il 1600 e il 1620 da
artisti tardo manieristi, che spesso rivelano un'ossequiosa adesione ai dettami
della Controriforma.
A Giovan Bernardino Azzolino si deve la decorazione pittorica della prima
cappella sulla destra, dedicata a San Carlo Borromeo, mentre i rilievi scultorei
furono eseguiti da
Cosimo Fanzago, il primo artista veramente innovatore
che operò nella chiesa un radicale rinnovamento del linguaggio artistico.
Impegnato a lungo nelle più prestigiose cappelle, probabilmente influenzò in
maniera determinante la scelta dei Gesuiti di rivestire completamente le pareti
della chiesa, originariamente bianche, con vistoso commesso marmoreo, secondo
l'imperante gusto barocco.
I due bracci del transetto ospitano il Cappellone di San Francesco Saverio ed il
Cappellone dedicato a Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dell'ordine dei Gesuiti.
Nella decorazione del primo, troviamo impegnati
Luca Giordano e
Cosimo Fanzago, a cui si deve anche la scenografica
parete di fondo del Cappellone opposto, concepita come un grande retablo
marmoreo, dominato dalle due monumentali figure di David e Geremia e chiuso in
alto dalle tele di
Jusepe de Ribera, raffiguranti Storie di Sant'Ignazio.
Stilisticamente poco omogenea è la ricca decorazione della Cappella Maggiore,
dedicata all'Immacolata, risultato di tre secoli di lavori, dal '600 all'800.
In una cappella della crociera è da ammirare un singolarissimo episodio di
cultura religiosa e artistica del Seicento: due grandi Reliquiari a parete,
corredati da ben 68 busti di Santi in legno policromo, che si affacciano, come
in un teatro popolare, dai loro palchi finemente intagliati e dorati.
Da visitare è anche la Sagrestia, con affreschi di Aniello Falcone, armadi
lignei attribuiti al Fanzago ed un prezioso altare in commesso marmoreo di
Dionisio Lazzari del 1658.