Litoranea di Pontecagnano Salerno (Italy)
Tel: +39 089 203004 Fax: +39 089 203458
Positano, Sorrento, Napoli, Pompei, Paestum, Capri, Ischia, Salerno, Ravello, Ercolano,
Vesuvio, Vietri sul Mare, Maiori, Minori, Furore, Praiano, Caserta, Padula
Capella
di S.Severo
Cappella S. Severo è sicuramente uno dei capolavori
dell'arte barocca napoletana, grazie alle meravigliose sculture ed ai marmi
policromi che l'adornano.
La cappella si trova nei pressi del palazzo omonimo del XVI secolo che fu
realizzato dal principe di Sansevero don Paolo de Sangro e rifatto con sontuosa
facciata dal
principe Raimondo.
Un tempo la cappella era collegata al palazzo da una galleria pensile che fu
abbattuta, perchè poco stabile, nel 1889.
Fu costruita per voto alla Madonna dal duca Giovan Francesco di Sangro di
Torremaggiore nel 1590, come cappella di famiglia affinchè accogliesse le
spoglie dei suoi membri; divenne poi chiesa nel 1608. Colui che l'arricchì di
tante preziose opere d'arte, fu il principe Raimondo intorno al 1750.
E' chiamata anche Santa Maria della Pietà di Sangro o Pietatella, da una
leggenda relativa all'immagine della Vergine che si
trova sull'altare maggiore.
La chiesetta è a pianta rettangolare ad unica navata e presenta quattro grandi
archi per le quattro cappelle abbellite da capitelli corinzi in stucco,
disegnati dallo stesso principe de Sangro. Sotto ciascun arco vi è un monumento
sepolcrale con la statua raffigurante il defunto e l'urna della rispettiva
consorte. Ogni elemento della cappella è una glorificazione della famiglia, per
esaltarne i meriti militari e religiosi, la fedeltà al re ed alla chiesa.
Tra i monumenti sepolcrali spiccano il Mausoleo di Paolo di Sangro
attribuito a
Cosimo Fanzago e il Monumento di Raimondo de Sangro
di Francesco Maria Russo, allievo di
Francesco Solimena.
Alla destra dell'altare è presente il Disinganno di Francesco Queirolo,
del 1757. Quest'opera è dedicata ad Antonio de Sangro, padre di Raimondo,
avviluppato in una rete di marmo mentre il suo intelletto - il genietto alato
posto sul capo - gli corre in aiuto per liberarsi.
A sinistra dell'altare c'è la Pudicizia, monumento funebre di Cecilia
Gaetani dell'Aquila d'Aragona, madre di don Raimondo, realizzato da Antonio
Corradini nel 1751.
Al centro della navata è presente il famosissimo
Cristo velato del napoletano Giuseppe Sammartino.
La volta è decorata da uno splendido affresco di Francesco Maria Russo, del
1749, che raffigura la Gloria del Paradiso con rappresentazioni di tipo
illusionistico.
Il pavimento era legato a significati esoterici; di esso restano pochi elementi
recanti un disegno labirintico, allusivo del percorso iniziatico alla
massoneria, realizzato in bianco e nero, colori del bene e del male.
Tramite una piccola scala si giunge nella
cripta al di sotto della navata.