Hotel Olimpico

Litoranea di Pontecagnano Salerno (Italy)

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Cappella del Monte di PietÓ

Cappella del Monte di pietÓIl palazzo del Monte di PietÓ fu realizzato dal 1597 da Giovan Battista Cavagna sul luogo di una casa di proprietÓ di Girolamo Carafa. Fino al 1602, data dell'ultimo pagamento ricevuto, l'architetto lavor˛ per il Monte.
Questo rifacimento diede grande imponenza all'edificio che presenta una facciata caratterizzata da un bugnato all'ordine inferiore - soluzione giÓ adottata dall'architetto per la chiesa di San Gregorio Armeno - e da quattro diversi ordini di finestre di cui, quelle del secondo piano molto pi¨ ampie, con una soluzione che si ritrova anche in altri edifici napoletani del Cinquecento e che, considerate le strette dimensioni delle strade del centro antico, consente una migliore illuminazione degli interni.
Dal portale d'ingresso si accede ad un ampio atrio suddiviso in sei campate da due pilastri che conduce al cortile dominato dalla
facciata della Cappella, realizzata anche questa dal Cavagna, con gusto classico, con una equilibrata distribuzione degli spazi e con pregevoli sculture di Pietro Bernini e Michelangelo Naccherino.
L'interno della Cappella Ŕ un piccolo ambiente a pianta rettangolare, con tre cappellette, decorato con stucchi dorati; nella volta spiccano gli affreschi con
Storie della Passione di Cristo di Belisario Corenzio e parte integrante del complesso decorativo interno sono i dipinti posti sui tre altari.
Altre opere da riferire al primo periodo della storia decorativa della Cappella sono i frammenti dell'antica pavimentazione in marmo, progettata da Cavagna secondo una tipologia molto diffusa a quell'epoca nell'edilizia napoletana. Sempre del Seicento Ŕ il
Monumento del Cardinale Acquaviva di Cosimo Fanzago.
Intorno alla metÓ del secolo successivo, grazie ad una situazione economica ancora florida, furono commissionate nuove decorazioni aggiornate al gusto dei tempi; molti furono gli interventi, soprattutto sugli altari e sull'arredo. Tra i pi¨ celebri artisti impegnati in questa fase vi fu Giuseppe Bonito, che dipinse la CaritÓ per il soffitto della sacrestia. Allo stesso pittore sono attribuite le virt¨ monocrome che decorano le pareti dello stesso ambiente che, integralmente conservato, con ricche decorazioni in oro, offre un bell'esempio di arte decorativa settecentesca.