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Hotel Olimpico
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Capri

Da vedere:             

mappa dell'isola

Orari dei collamenti marittimi

La Grotta Azzurra       Come raggiungere l'Isola 

Marina Grande            Via Krupp                                   Monte Solaro

Marina Piccola            Come raggiungere la Grotta      I Faraglioni

La Piazzetta                 Villa San Michele                       Punta Tragara

La Villa Imperiale        L' arco naturale                         Villa Jovis

“Uno dei punti magnetici dell’universo “. Così lo scrittore e pittore Alberto Savino descrisse Capri , una delle isole più famose al mondo .

E’ un vero miracolo la combinazione di terra , cielo , mare e luce creata dalla natura in questo immenso scoglio che emerge dagli abissi . Le grotte marine , i faraglioni dalle forme straordinarie, il verde della vegetazione sulle ripide pareti rocciose , gli incomparabili panorami , il mix di natura , arte , cultura , mondanità , ne fanno la più sognata e celebrata delle isole.

Capri ha incantato nei secoli scrittori , poeti , musicisti , pittori . Tanti registi che l’hanno scelta come sfondo per i loro film e i personaggi famosi che hanno affollato i tavolini della celebre paizzetta . Uno dei primi estimatori dell’isola fù l’imperatore romano Tiberio , che qui trascorse gli ultimi anni della sua vita .

Ma la definitiva vocazione dell’isola fu scoperta alla metà dell’800, quando visitatori da tutto il mondo la scelsero come residenza , formando quella colonia cosmopolita che ha creato il mito di Capri e della Grotta Azzurra .

 Il centro più importante dell’isola è Capri , raggiungibile dall’approdo di Marina Grande tramite bus , taxi o funicolare .

Fulcro dell’abitato , caretterizzato da abitazioni con terrazze e pergolati , è la notissima piazzetta , soprannome della minuscola piazza Umberto I , un salottino all’aperto del centro della vita turistica mondana . La domina la barocca chiesa di Santo Stefano , con le sue cupole d’ispirazione araba e un prezioso pavimento romano proveniente da villa Jovis . A destra Palazzo Arcucci ( sede della fondazione Cerio) risalente al 1372.

 Una delle più notevoli realizzazioni dell’architettura  caprese è il complesso monumentale della Certosa di San Giacomo . Affacciata sul panorama dei Faraglioni , fu costruita nel’300 e ampliata nel ‘600 . Nonostante i numerosi rifacimenti , le linee originali si conservano soprattutto nella parte medievale caratterizzata dalle volte estradossate tipiche di Capri .

Non sono distanti i giardini di augusto , dai quali si gode una magnifica vista sui Faraglioni e Marina Piccola . Il parco , attraversato da viottoli e scalette , è un’oasi verde con un suggestivo belvedere . Dai giardini si raggiunge Marina Piccola percorrendo la Via Krupp , un tortuoso viottolo che scende fino al mare . Offre incantevoli squarci panoramici sui fondali e sui Faraglioni . La passeggita più famosa di Capri è quella che porta al belvedere di Tragara , ombrosa piazzetta con vista sui Faraglioni e Marina Piccola .Sotto Trangara inizia la strada che scende ai Faraglioni , i tre famosissimi scogli . Il primo Stella , attaccato alla costa , è alto 109 metri, Il Faraglione di mezzo 81 metri , il terzo chiamato Scopolo , è alto 104 metri ed è abitato da una rara lucertola azzurra .

 Paesaggi mozzafiato immersi in una vegetazione lussoreggiante si aprono anche lungo il percosso che da Capri porta all’Arco Naturale , scenografico arco di roccia  a picco sul mare . Con una scalinata si raggiunge la Grotta di Matermania , grandioso antro naturale forse già consagrato in età romana al culto di Cibele , La Magna Mater dei Latini .

Incastonata nel paesaggio roccioso della punta Masullo è Villa Malaparte . Edificata alla fine degli anni Trenta dall’architetto Adalberto Libera , la casa dello scrittore Curzio Malaparte e ancora straordinariamente moderna nel suo progetto eccentrico .

Sullo spigolo nordorientale dell’isola sorge immensa Villa Jovis , la più cospicua testimonianza romana sull’isola , fatta costruire dall’imperatore Tiberio. Vi si arriva dall’abitato di Capri con una lunga passeggiata che tocca la piccola chiesa di San Michele , costeggia il panoramicissimo parco di Villa Astarita e conduce all’età archeologica .Le grandiose rovine dominano un panorama meraviglioso verso la Penisola Sorrentina  e si affacciano su uno strapiombo di 330 metri. Il cosidettosalto di tiberio, da cui si racconta che l’imperatore facesse gettare le sue vittime .  la villa è un amplissimo palazzo su molti livelli , con le varie parti funzionali ( vestibolo, zona termale , quartieri per la servitù, appartamenti privati dell’imperatore, locali di rappresentanza ) raggruppate intorno a un nucleo centrale , occupato da quattro cisterne gigantesche . Ad Anacapri sono le rovine di un’altra villa imperiale , Damecuta.

L’altro comune dell’isola è Anacapri , un centro più sobrio e raccolto di Capri , con stradine graziose , case bianche immerse nel verde , tranquilli eleganti alberghi .

 Il monumento più significativo è la chiesa di San Michele , costruita nel’700 su disegno di Domenico Antonio Vaccaro : bellissimo il pavimento maiolicato .

Qui sorge la famosa Villa San Michele , costruita sui resti romani da Axel Munthe , il medico e scrittore svedese che visse per di più di un cinquantennio sull’isola. Lo scrittore vi ambientò il suo romanzo Storia di San Michele , contribuendo a diffondere nel mondo il mito di Capri .

La villa , elegante e originale , ospita arredi settecenteschi, opere d’arte e resti di epoca romana.

Il giardino che la circonda è di una bellezza rara . da Anacapri partono la seggiovia e il sentiero per la vetta del Monte Solaro ( 589 metri) , il punto più alto dell’isola cui si gode un incantevole panorama. Una vacanza a Capri non è veramente tale senza un’escursione alla Grotta Azzurra , il cui antro incantato richiama visitatori da ogni parte del mondo . Vi si arriva in barca da Marina Grande o via terra da Anacapri : in entrambi i casi , nei pressi della grotta si trasborda su piccole barchette in grado di penetrare nell’accesso angusto della grotta . Già conosciuta dai Romani e riscoperta nell’800, deve la sua affascinante atmosfera ad un fenomeno geologico che ne ha provocato l’abbassamento di una ventina di metri , portando l’imbocco quasi sotto il livello del mare .

Filtrata dall’acqua , la luce crea un’eccezionale tonalità di colore : un azzurro intenso che riveste di riflessi argentei tutto ciò che si trova all’interno.Non molto grande 54 metri di lunghezza , 14 di larghezza , 30 di altezza – la grotta si prolunga verso l’interno con la Galleria dei Pilastri , ricca di stalattiti . Dotata di calette incantevoli e di scogliere possenti , Capri offre bei stabilimenti balneari arroccati sugli scogli e alcuni accessi a mare da spiagge di sabbia .

Stabilimenti sulla costa rocciosa sono i Faraglioni ( raggiungibili a piedi da Tragara con una bella discesa nella pineta) , e Anacapri alla Grotta Azzurra e al Faro . Spiagge di sabbia sono invece a Marina Grande , a Marina Piccola e ai Bagni di Tiberio Il modo migliore per godersi il mare di Capri e l’impareggiabile scenario delle sue coste rocciose è un giro in barca .

Cenni storici:
Delle isole del golfo partenopeo, Capri è la sola a non avere origini che si riallacciano alla pressoché generale natura vulcanica dei luoghi. Conosciuta e abitata fin dal Paleolitico al tempo di massima attività dei vulcani flegrei, Capri costituiva un blocco unico con la penisola sorrentina dalla quale andò progressivamente staccandosi in successive epoche geologiche sotto la spinta di fenomeni riconducibili all'orogenesi tettonica. Emergente da abissali profondità marine, l'isola rivela la sua natura calcarea nelle ripide e scoscese pareti dolomitiche di inconfondibile bellezza e nelle numerose cavità naturali (grotte) che la rendono celebre in tutto il mondo unitamente alle suggestive cuspidi dei Faraglioni che le fanno da appendice nella parte sud-orientale.
L'instabilità del suolo caprese sul livello medio del mare, denota la lenta ma continua inesorabile attività bradisismica che nel corso dei secoli ha sensibilmente abbassato il livello della celebre grotta azzurra e del Bagno di Tiberio. Controversa è la questione etimologica ; Caprea o isola delle pietre aspre per Strabone, fu definita Capreae da Varrone per il suo originale profilo nonché per la fauna predominante costituita appunto da capre selvatiche; altri trovano quantomeno impropria quest'ultima soluzione alla quale oppongono la denominazione di capros, cinghiale. Etimologia a parte è certa la presenza di greci sull'isola anche se è difficile individuarne una datazione precisa. Nel 29 a.C. l'isola fu visitata dall'imperatore Augusto che la rilevò dai napoletani cedendogli in cambio la non lontana Ischia.

Ma la fama romana dell'isola è indissolubilmente legata all'emblematica figura del successore di Augusto, Tiberio il quale si stabilì a Capri durante gli ultimi dieci anni del suo regno intorno al 26 a.C., reggendo da quel luogo le sorti dell'impero. Alla sua residenza nell'isola sono attribuibili numerosi toponimi esistenti tutt'oggi. Del mitico imperatore, circondato nella cultura popolare da un alone di mistero  e di terrore, restano gli avanzi di almeno tre delle dodici ville che si ritiene edificate sotto il suo regno. La più celebre "Villa Jovis" domina dall'alto del Capo l'intero Golfo di Napoli. Resti di un'altra villa sono osservabili a Damecuta ed infine si trovano avanzi dell'epoca imperiale  presso le Case Palazzo a Mare ove esisteva l'antico bagno di Tiberio. Dopo la scomparsa di Tiberio, Capri si avvia verso un lento ma continuo decadimento seguendo di volta in volta le vicende di Napoli o delle principali dinastie regnanti, soggetta alle incursioni barbariche e piratesche e ai periodici, ricorrenti, sconquassi tellurici che pare abbiano contribuito non poco a disgregare le vestigia del passato. Longobardi e Normanni si avvicendarono sulle sue coste che videro in epoche successive il susseguirsi di Aragonesi , Angioini e Spagnoli. Nel XVII secolo la popolazione fu decimata da una pestilenza cui fece seguito l'instaurarsi del dominio Borbonico; successivamente Capri fu al centro di accesissime dispute tra Inglesi e Francesi che se ne contesero aspramente il possesso per l'importante posizione strategica. Dagli inizi del secolo scorso fino ad arrivare ai giorni nostri  Capri divenne un luogo ambito e ricercato da letterati delle  più disparate origini che, nei silenzi dell'isola tirrenica trassero lo spunto per opere di grande rilevanza letteraria; è il caso del medico e scrittore svedese Axel Munthe e di tanti altri celebrati nomi della letteratura mondiale come Ada Negri, Massimo Gorki, Curzio Malaparte.

L'isola di Capri oggi
Dalla Punta Campanella l'isola dista dal continente solo 5 km. Consta di due comuni Capri ed Anacapri; scarsa e irrilevante la rete stradale, l'isola è stata giustamente pedonalizzata a salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico. La massima elevazione si riscontra sul Monte Solaro (589 m.), raggiungibile in seggiovia da Anacapri o per mulattiera. La vegetazione è tipicamente mediterranea, spiccano il mirto, l'oleandro, il corbezzolo, il ginepro, il lentisco, il cactus e l'agave; si coltivano agrumi, olivo e vite. La fauna è composta principalmente da gabbiani, una menzione particolare merita la rara lucertola azzurra e il bue marino o foca monaca, specie ormai in via di estinzione. Elemento singolare è la mancanza di sorgenti per cui l'isola fu dotata di cisterne di raccolta per l'acqua piovana sin dall'epoca romana. Oggi si provvede con un moderno impianto di desalinizzazione. La principale risorsa economica di Capri è il turismo che si è andato sviluppando su scala industriale fin dalla fine del secolo scorso.
Oltre ai richiami storico-paesaggistici-letterari, Capri offre al turista un'invidiabile struttura balneare che la pone ai primi posti nella graduatoria delle più ricercate stazioni balneari e climatiche.

Capri
Il segreto fascino del centro di Capri è costituito dalle sue caratteristiche costruzioni a volta che sembrano inseguirsi in un dedalo intrecciato di vicoli e stradette. L'oggetto più singolare è senza dubbio la Piazzetta vero e proprio salotto all'aperto in stupenda posizione panoramica ove la variopinta comunità internazionale ama ritrovarsi sui suoi celebri gradini in un ambiente raffinato ed esclusivo, comunque  a portata del grande flusso turistico di massa. Significativa la Parrocchiale di S. Stefano edificata nel XVII secolo sulle rovine di una preeseistente cattedrale; lo stile barocco racchiude al suo interno opere di un certo valore fra le quali spicca il policromo pavimento in marmo della vicina Villa Jovis. Sull'altura di S. Maria del Soccorso, non lungi da Capri ed in splendida vista panoramica verso la Penisola Sorrentina, le rovine della Villa Jovis, detta volgarmente Palazzo di Tiberio, costituiscono un mirabile esempio di villa romana dell'età imperiale; tutta la zona circostante è ricca di leggende legate al ricordo dell'imperatore romano fra le quali spicca il cosiddetto "salto" di Tiberio, sorta di rupe scoscesa, a picco sul mare dal quale si dice fossero precipitati i nemici dell'imperatore. Non lontano si trovano le rovine di un'antica Torre del Faro. La frazione di Marina Grande costituisce il principale porto di accesso all'isola, dotato fra l'altro di una moderna darsena per natanti da diporto. Da Marina Grande si diparte la Funicolare che in circa 4 minuti ci conduce a Capri, raggiungibile peraltro attraverso una comoda strada asfaltata. Lungo la suddetta strada trovasi la chiesa di S. Costanzo del sec. XI e la Scala Fenicia che sale ripidissima fino alle rovine del Castello Barbarossa detto così dal nome del pirata saraceno Kair el Din chiamato, appunto Barbarossa, detta scala costituì per secoli la sola via di comunicazione verso Anacapri. Sempre dalla Marina Grande è raccomandabile l'escursione fino al Palazzo a Mare ed al Bagno di Tiberio, avanzi romani dell'epoca imperiale. Partendo sempre da Capri un altro itinerario di incomparabile bellezza ci porta, attraverso l'omonima via, al belvedere di Tragara da cui si ha un colpo d'occhio eccezionale sui sottostanti Faraglioni e sulla Marina Piccola celebre stazione balneare. Dal belvedere di Tragara si potrà proseguire in direzione dell'Arco Naturale e della Grotta di Matermania legata al culto di Cibele. Sempre a Capri è interessante visitare la trecentesca Certosa di S. Giacomo al cui interno sono custodite pregevoli opere d'arte e sono visibili due chiostri del XV-XVI sec.

Anacapri
Il Monte Solaro, 589 m., raggiungibile in seggiovia o mulattiera è un eccellente punto panoramico. Nei pressi della stazione a monte della seggiovia, sono visibili i reti di una fortificazione eretta nel 1809 dagli Inglesi su antichi basamenti medioevali (Fortezza di Bruto). Dalla mulattiera per il M. Solaro si diparte una strada in località la Crocetta che conduce al Santuario di S. Maria a Cetrella in splendida posizione panoramica su Capri e sulla prospiciente costa sorrentina. Da Caprile si consigliano vivamente le escursioni al belvedere della Migliara e al Faro di Punta Carena per le notevoli prospettive panoramiche offerte. Sulla via del ritorno da Punta Carena si trovano a destra le rovine del Castello di Materita. Partendo da Anacapri in direzione per Damecuta si possono visitare gli scavi dell'ultima delle tre ville romane. La Torre di Damecuta, eretta nel Medioevo a difesa delle coste capresi al tempo delle incursioni piratesche , ottimo punto panoramico verso Ischia, Procida e il Golfo di Napoli. Sempre da Anacapri, ma la si può raggiungere anche con la barca da Marina Grande, si diparte la strada che conduce alla famosissima Grotta Azzurra, indubbiamente una delle cavità carsiche più rinomate del mondo, celebre per i notevoli riflessi colorati osservabili al suo interno nonché per gli avanzi sommersi di opere murarie romane che ci documentano lo sprofondamento della grotta avvenuto in epoca storica. Lungo la strada che da Anacapri ci riporta a Capri non si può trascurare una visita alla Villa S. Michele costruita dal medico svedese Axel Munthe nei paraggi di una cappella dedicata al santo e sulle rovine di una preesistente villa romana.

 mito.